Skip to content

Quanta frutta si può mangiare nella paleodieta?

Una delle domande classiche di chi si affaccia alla paleodieta è: “Beh ma la frutta si puà mangiare nrlla paleodieta, vero? La frutta fa bene!”. La risposta è – come sempre – “dipende”. La quantità di frutta ideale per la propria dieta è legata a diversi fattori: livello di attività fisica, DNA, fabbisogno calorico giornaliero etc.

Obiettivi

La variabile più importante per determinare quanta frutta mangiare è l’obiettivo a cui si sta puntando a livello di nutrizione. Se ho iniziato a seguire questa dieta con lo scopo di perdere peso allora la frutta va assolutamente limitata. Per perdere grasso corporeo andrebbe bandita l’assunzione di fruttosio, lo zucchero che si trova nella frutta. Come già spiegato qui, il fruttosio viene metabolizzato direttamente nel fegato, dove viene immediatamente convertito in grasso.

Totalmente diverso è il discorso per chi non ha necessità di dimagrire o – ancora meglio – svolge regolarmente attività fisica. La frutta è una buona fonte di energia immediata pre e post allenamento, oltre ad essere una risorsa preziosissima per chi svolge sport ad alta intensità (ad es. CrossFit) o di resistenza (ad es. ciclismo). Giusto oggi discutevo con una ciclista su Instagram su quale cibi portare prima di affrontare una 3 ore di pedalata: uvette e datteri, ovvero frutta con un altissimo carico glicemico.

Indice e carico glicemico

Ovviamente non tutta la frutta è uguale. Vanno considerate due variabili: l’indice glicemico, ovvero la velocità con cui sale la glicemia dopo l’assunzione di quel determinato frutto, e soprattutto il carico glicemico che misura la quantita di carboidrati presenti in quel frutto. Quest’ultimo è più utile per districarsi nelle scelte di tutti i giorni. Il problema infatti sta nelle quantità, facciamo un esempio pratico.

Se decido di mangiare una mela difficilmente, una volta finita, ne mangerò un’altra. Se opto invece per dell’ananas o dell’anguria un bis o addirittura tris è molto più probabile. 100 grammi di anguria hanno meno zuccheri di 100 grammi di mela. Ma una bella fetta d’anguria sono in media 300 grammi. Ecco dove sta il problema. Se mangio una fetta di anguria assumo 18 grammi di fruttosio/zucchero (4 cucchiaini e mezzo), se mangio una mela la metà. L’anguria, così come il melone o l’ananas, ha sì un indice glicemico più alto, ma il suo carico glicemico – a parità di quantità – è identico a quello di una mela.

frutta_carico_glicemico

Perciò è meglio stare lontano da ananas e banane? Assolutamente no! Però assicuratevi di avere una bilancia da cucina prima di farvi una bella fetta di anguria sul divano davanti alla TV. Che la frutta faccia bene è vero, è ricca di fibre, vitamine e antiossidanti! L’importante è non abusarne, soprattutto se non vi piace quello che leggete sulla vostra bilancia 🙂

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *